
Dalle tradizioni sciamaniche impariamo che un’anima possa prendere in prestito qualsiasi forma della natura – un merlo, una pianta, il vento – anche solo per un istante, giusto il tempo di un saluto di passaggio. Nel mezzo di una passeggiata nel giardino di casa, all’alba dei suoi trent’anni, un ragazzo percepisce la presenza della madre. È l’occasione per sentirsi, ancora una volta, figlio. Nasce così un dialogo mai esistito prima, un’intimità rimandata dalla vita e interrotta dalla morte. Parole mai dette, domande rimaste sospese, affetti sfiorati e non vissuti, insegnamenti ancestrali e viaggi che li avevano separati. Ora tutto torna alla luce, con lentezza e verità. Il monologo interiore del ragazzo si trasforma, pagina dopo pagina, in un dialogo silenzioso ma colmo di senso. Lui parla, lei risponde nel modo in cui solo un’anima può fare: attraverso il paesaggio. Lo spirito della madre lo guida in un’indagine di ricapitolazione sull’infanzia, sull’amore, sulla perdita, sulle ambizioni e sulla possibilità di guarire il passato.
Sempre scortato dalla sua prosa poetica, in questo libro Gio Evan si confronta con la scomparsa della madre, cercando un senso alla sua assenza e intrecciando il dolore all’educazione spirituale ricevuta dal suo maestro. Una storia intima, sospesa tra realtà e sogno, che racconta come anche una sola mattina possa bastare per riprendersi tutto l’amore mancato. Una mattina in cui, come un’assenza vivissima, la propria madre aiuta a ricordare se stessi.
Biografia:
GIO EVAN è scrittore, poeta, cantautore, performer e ricercatore spirituale. Ha pubblicato libri di poesie (“Capita a volte che ti penso sempre”, “Ormai tra noi è tutto infinito”, “Se c’è un posto bello sei te”), romanzi (“Cento cuori dentro”, “Vivere a squarciagola”, “Le chiamava persone medicina”) e favole (“I ricordi preziosi di Noah Gingols”). Con i suoi concerti e spettacoli si esibisce in tutta Italia e all’estero.