CHIARA ARNAUDI E PAOLA GORETTI

Scrivi che quivi è perfecta letitia: D’Annunzio incontra san Francesco al Vittoriale
(Silvana Editoriale)

con Federica D’Amato

A cura di Daniela Garofalo
in collaborazione con Fondazione michetti


Venerdì 19 Giugno
Ore 18:30
Fondazione Michetti

In occasione degli ottocento anni dalla morte di san Francesco e delle celebrazioni che gli verranno dedicate, si propone di dar vita a un volume che ripercorra la passione del Vate per il poverello di Assisi: sentito, venerato e disseminato in ogni anfratto della Prioria (giardino compreso) e in molti scritti della produzione letteraria.
Il volume vorrebbe integrare due anime: da un lato, illustrare una ricognizione sulle fonti francescane da d’Annunzio conosciute, solcate e assimilate, poi rielaborate nelle opere letterarie, appunti, taccuini. Dall’altro, offrire una sintesi sulle presenze iconografiche-artistiche, scultoree, decorative disseminate nella Prioria e negli ambienti circostanti (nel dialogo tra interni ed esterni), accompagnanti l’operato del Vate in tutta la sua ispirazione, devozione, poesia. Se la passione di d’Annunzio per san Francesco sembrerebbe collocarsi nel solco di quell’arcinoto sincretismo religioso (talvolta estetizzante e di facciata) che si evince da ogni angolo della Prioria (basti pensare al profluvio di Buddha disseminati in molte stanze), non è però sufficiente a giustificare una sorta di rispecchiamento/duplicazione/ identificazione che il Poeta aveva con il Santo. Più ancora sentito che studiato, più intuito che esplorato; come nelle consuetudini del Vate, che a tutto si accosta con slargo di rapimento e invasata possessione. E non è certo nel gioco multifocale delle sinestesie care al Poeta, non nel cortocircuito della coniuctio oppositorum dove il dionisiaco e l’estatico stanno insieme, dove i rapimenti della beatitudine e i sobillamenti della carne si compenetrano, dove gli assalti del corpo sfumano in costellazioni di purità, mentre la grazia avvampa. Non sono le figure retoriche del tout se tien a cui il Poeta e i suoi esegeti ci hanno già abituati da un pezzo, a farlo innamorare di Francesco.
Panismo dannunziano e cristianesimo francescano si saldano davvero, si sposano, si coronano nell’inno celebrativo della Vita Universa. Più ancora che mediante astruse componenti di estetismo e simbolismo (oltrepassate dalla presenza vivificante della Natura), è il sentimento il collante. Il ritmo musicale dell’essere vivente. Celebrato, glorificato, venerato; assunto in prima persona, moltiplicato nei suoi riverberi. La materia e lo spirito sono la stessa cosa, dice Gabriele in ogni passo. La materia non esiste, dice Francesco. Tutto è luce. È l’amore che rende nuovo ogni passaggio.
E amore sarebbe stato. In un abbraccio inconsumabile.

Biografie:
Chiara Arnaudi, dottoressa di ricerca dell’Università degli Studi di Torino in Letteratura, filologia e linguistica italiana, si dedica allo studio della figura di Gabriele d’Annunzio e della creazione della Santa Fabbrica del Vittoriale da più di vent’anni. È curatore del Museo dedicato a Gian Carlo Maroni e si occupa del coordinamento editoriale della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera.
Cinquecentista di formazione, storica dell’arte e del costume, dottore di ricerca in “Arti della Luce”, Paola Goretti si è dedicata per vent’anni ai sistemi del vestiario di alta epoca, poi confluiti in innumerevoli scritti. Ha collaborato con prestigiose istituzioni culturali, tenuto la cattedra di “Scenari” presso l’Università dell’Immagine di Milano ideata sui cinque sensi da Fabrizio Ferri (1998-2005), lavorato alla Fondazione Ermitage per alcune ricognizioni sul patrimonio italiano a San Pietroburgo (2009-2010), insegnato ovunque. Si occupa di luce, rose, profumi, acque, natura, bellezza, sentimenti; di tradizione classica e integrazione sensoriale. Tra le mostre curate: “Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico. L’eleganza nel Novecento” (Roma 2013); “Octavia Monaco. Inda Angelica Fiamma. Figure della contemplazione” (Bologna 2015); “Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown” (Roma 2015); “L’arte della bellezza: i gioielli di Gianmaria Buccellati” (Venaria Reale 2016); “Vita Universa. Jorio Vivarelli scultore” (Pistoia 2022); “Claudio Koporossy. Acqua di rose” (Bologna 2023); “E poi, Aurelio Amendola. Un’antologia” (Pistoia 2021; Bari 2022), nelle Edizioni Treccani. Dal 2013 collabora con Il Vittoriale degli Italiani, dove ha realizzato “D’Annunzio e l’arte del profumo” (2018), scenografia del Maestro Pier Luigi Pizzi. Tra le ultime pubblicazioni: “‘È l’immortale rosa’. D’Annunzio e il fiore dell’ebbrezza” (2022); “La rosa di Bologna. Una storia profumata” (2022); “Alfabetiere Emotivo” (2023); “Tu m’inambri” (2023). “E poi Io, Lavinia. La prima pittoressa” (2024); “Sirena Sirani. Elisabetta, la giovane favolosa” (2026), in omaggio al genio di Lavinia Fontana e di Elisabetta Sirani: per la prima volta, raccontate ai bambini. Da ultimo, “Scrivi che quivi è Perfecta Laetitia. D’Annunzio incontra san Francesco al Vittoriale” (2026), con Chiara Arnaudi, per le celebrazioni dell’ottavo centenario del Santo. Già premio Montale Giovani 1993 (“Gli arcobaleni sul tappeto”, Scheiwiller 1994), abbina all’attività scientifica quella poetica, come voce narrante e ispirata imparolatrice.