
C’è un momento in queste storie in cui tutto sembra ancora al suo posto. Le case sono in piedi, le relazioni hanno un nome, i gesti si ripetono come sempre. Poi qualcosa insiste. Non accade subito, è una variazione minima, un rumore che ritorna, un corpo che reagisce in modo imprevisto. I racconti di “La stagione delle case vuote” stanno in questo punto. Raccolgono vite che continuano mentre qualcosa, lentamente, si consuma. Madri, figlie, amanti, amici compaiono in spazi quotidiani in cui il tempo si deposita trasfigurandone i confini, rendendoli meno riconoscibili, estranei. Ciò che rimane è una sospensione, un’attesa. La vertigine dopo un tuffo, un ricordo che somiglia a un sogno. Il brivido che si sente all’improvviso, un soffio alla nuca e poi il vuoto.
Biografia:
FRANCESCA SCOTTI è nata a Milano e dal 2011 divide il suo tempo tra l’Italia e il Giappone. Diplomata al Conservatorio e laureata in giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic) che ha vinto il premio Fucini.
Ha pubblicato romanzi e racconti con vari editori, tra cui Bompiani, Hacca, effequ e Il Saggiatore e due libri illustrati: un albo per bambini “L’incanto del buio” (Orecchio Acerbo) con illustrazioni di Claudia Palmarucci e “Shimaguni – Atlante narrato delle isole giapponesi” (Bompiani) con illustrazioni di Uragami Kazuhisa. Scrive soggetti e sceneggiature per cortometraggi e film. Si occupa di editing e revisione di traduzioni, e tiene laboratori di scrittura creativa. Ha inoltre collaborato a progetti interdisciplinari che intrecciano musica, letteratura e arti visive, esplorando linguaggi diversi e le loro possibilità di dialogo. I suoi lavori sono stati tradotti in cinese, coreano, francese, giapponese, inglese, russo, spagnolo. La raccolta di racconti “Il tempo delle tartarughe” (Hacca, 2022) è uscita in Giappone per Gendaishokan, nella traduzione di Miwako Kitadai. “La stagione delle case vuote” (Hacca, 2026) è la sua nuova raccolta di racconti.