
In uno dei suoi ricorrenti ritorni a Barcellona, città in cui come molti ha vissuto mesi indimenticabili durante l’Erasmus nei primi anni 2000, Giovanni Dozzini incappa quasi per caso nei segni – nei fori di proiettile – della presenza italiana in Spagna durante la Guerra civile. A guidarlo nella sua ricerca, a piedi, negli archivi e nei libri e nella memorialistica dell’epoca, è la necessità di capire quale ruolo abbiano avuto gli italiani in Spagna, come anche nei primordi della guerra aerea che da sempre ha avuto come bersagli cittadini e città. Seguendo il suo racconto, il lettore scopre che in Spagna gli italiani cominciarono ad arrivare nell’agosto del 1936, poche settimane dopo il colpo di stato, risultando decisivi per la vittoria dei nazionalisti nella battaglia contro i repubblicani. Sarebbero rimasti fino alla fine del conflitto. Nei primi mesi l’isola di Maiorca, così come quelle di Ibiza e Formentera, fu sul punto di diventare una vera e propria colonia italiana. La spedizione ebbe dei leader militari e un leader politico che a Maiorca sarebbe diventato un personaggio leggendario: Arconovaldo Bonacorsi, il “Conte Rossi”, squadrista bolognese violento e capriccioso, che guidò una feroce repressione contro tutti i veri e presunti oppositori del fronte nazionalista. Gli italiani alle Baleari però non erano tutti ferventi fascisti, qualcuno amava volare e il pericolo, altri cercavano una via di fuga dall’Italia, altri ancora l’amore. Le loro storie e i loro visi, ricostruiti da Giovanni Dozzini, sono i tasselli di questo racconto collettivo. Tra la Barcellona moderna, amata dall’autore, e la Barcellona bellica si dipana un filo rosso capace di cambiare il nostro sguardo sulle guerre di oggi, sulla scelta di colpire i civili come vittime mai davvero collaterali, sull’Europa come portatrice di pace.
Biografia:
GIOVANNI DOZZINI (1978) come giornalista, a partire dal 2004, ha collaborato con testate nazionali e locali occupandosi soprattutto di cultura. Dal 2014 dirige il magazine Luoghi Comuni. Ha pubblicato sei romanzi: “Il cinese della piazza del Pino” (Midgard, 2005), “L’uomo che manca” (Lantana, 2011), “La scelta” (Nutrimenti, 2016), “E Baboucar guidava la fila” (Minimum Fax, 2018), “Qui dovevo stare” (Fandango Libri, 2021), “Il prigioniero americano” (Fandango Libri, 2023). Con “E Baboucar guidava la fila”, tradotto in più di dieci Paesi, ha vinto l’European Union Prize for Literature-EUPL nel 2019. Con “Qui dovevo stare”, tradotto in Armenia, ha vinto il Premio Fulgineamente nel 2023. Nel 2014 è tra i fondatori del festival di letteratura ispanoamericana Encuentro, che si svolge a Perugia e Castiglione del Lago, di cui è direttore artistico.